Mettiamo a confronto la regione musulmana con la religione cattolica.

si può dire che, per questioni principalmente economiche e politiche, la maggior parte della popolazione musulmana è socialmente più arretrata su alcuni temi (diritti delle donne, in questo caso). non è un fattore religioso ma umano questo. è una questione di educazione e mentalità. i cristiani, cattolici in primis, hanno sempre storicamente sottomesso le loro donne, ma la nostra società con i suoi cambiamenti (pari opportunità, movimenti femministi...) ha portato alla luce un'interpretazione più paritaria del cristianesimo. questa però è una modifica di credo religioso dovuta al cambiamento della società e non viceversa.

venerdì 20 novembre 2009

La tragicommedia laica del foulard islamico


Proporrei di affrontare questo argomento partendo da un particolare, che ha fortemente colpito l'opinione pubblica occidentale: il fatto di portare il foulard islamico ed indossare più in generale abiti molto coprenti, obbligatori in certi paesi islamici. Non in tutti, comunque. Ma l'abbigliamento bizzarro delle donne afghane è chiaramente considerato umiliante e degradante: non possono uscire dalle loro case se non bardate da una sorta di garitta di tessuti, orientandosi nel loro cammino attraverso una griglia che permette loro giusto di respirare e di vedere, il che deve essere particolarmente opprimente in un paese caldo. E questo lascia intendere che i talibani, che pretendono di essere studenti di teologia, considerano la donna come un essere pericoloso al punto che il solo aspetto possa minare le basi della società islamica.
D'altra parte devo dire che il dibattito fatto in nome della laicità sulle giovani musulmane che portano o desiderano portare il foulard nelle scuole francesi, non lo condivido. Anzi. Questa intransigenza è specifica della laicità francese mentre c'è maggior tolleranza in altri paesi dove nessuno pone questo tipo di problemi. Se si vuole introdurre alla laicità e alla modernità una giovane maghrebina, non è con l'espulsione scolastica che ci si arriva, al contrario. Anche là c'è un atteggiamento intollerante da parte francese, simmetrico a quello dei talibani. Né gli uni, né gli altri permettono alle giovani di vestirsi come vogliono.
Consideriamo ora la posta in gioco del conflitto: una famiglia maghrebina sa che dovrà vivere definitivamente in Francia, non ha alcuna speranza di ritornare. La ristrettezza di spirito della società francese impedisce di integrare le giovani nella scuola accettando che esse portino il foulard come la famiglia musulmana desidera. Anche se l'aggressione iniziale proviene dalla società francese, la reazione della famiglia maghrebina resta inquietante. Si rassegna a non dare un'istruzione alla figlia piuttosto che transigere su un dettaglio, che ha comunque un'aria un pò formalista. La salvezza spirituale di una donna musulmana non dipende dal velo. E' proprio necessario trasformare queste giovani in martiri per un'attenzione esagerata ad una pratica rituale secondaria? Che cosa ne pensate?

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