Mettiamo a confronto la regione musulmana con la religione cattolica.

si può dire che, per questioni principalmente economiche e politiche, la maggior parte della popolazione musulmana è socialmente più arretrata su alcuni temi (diritti delle donne, in questo caso). non è un fattore religioso ma umano questo. è una questione di educazione e mentalità. i cristiani, cattolici in primis, hanno sempre storicamente sottomesso le loro donne, ma la nostra società con i suoi cambiamenti (pari opportunità, movimenti femministi...) ha portato alla luce un'interpretazione più paritaria del cristianesimo. questa però è una modifica di credo religioso dovuta al cambiamento della società e non viceversa.

mercoledì 18 novembre 2009


Questo è argomento di contraddizione,di malintesi un argomento che non si può aggirare. In qualsiasi società l’esame di questa condizione permette di scoprire i punti di forza e di debolezza, sia perché la metà degli esseri umani sono donne, sia perché la posizione della donna permette di capire la famiglia, che resta la struttura fondamentale di tutte le società. Permette di verificare in quale misura l'uguaglianza di tutti gli esseri umani è enunciata e rispettata.
Nel caso dell'islam l'argomento è particolarmente delicato perché l'Occidente nutre un sospetto generalizzato sulla condizione nella quale è tenuta la donna musulmana. Certo, si dovrà fare la distinzione fra quello che raccomanda il Corano, la sua applicazione concreta nelle diverse società islamiche e infine l'immagine che l'Occidente si fa di questa condizione.
In partenza ci sono certamente una serie di malintesi, di contraddizioni e di paradossi. A titolo d'esempio l'islam gode della curiosa reputazione di essere allo stesso tempo lassista e rigoroso in materia di sessualità.
Ma inizialmente, quando l'Occidente riscopre l'islam nel XVIII secolo, la spedizione di Napoleone in Egitto è stata un appuntamento mancato. Ufficiali e sapienti riportano un'immagine della donna tale che i viaggiatori scapoli possono sperimentarla. Questa esperienza limitata ha creato in Occidente l'idea di un paese di sogno in cui le donne sono seduttrici e voluttuose. Tutta la pittura del XIX secolo, Ingres ad esempio, fa allusione a questo Oriente mitico e voluttuoso. Non è più di moda scegliere i temi della mitologia greco-romana: l'Oriente serve da mito di sostituzione.
Durante questo secolo, man mano che i paesi arabi acquistano la loro indipendenza e la loro autonomia, l'Occidente stupefatto scopre che i paesi islamici sono al contrario molto severi. Di là nasce un atteggiamento di dubbio e di sorpresa: l'islam è più o meno repressivo nella sessualità che il cristianesimo? I musulmani sono libertini o puritani? L'eccesso stesso delle qualificazioni, l'oscillazione tra due estremi mostra la difficoltà di farsi un'idea semplice e chiara.

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